sabbiatrici in depressione
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Cosa succede quando la macchina lavora in “DEPRESSIONE”

Il processo di lavorazione in “DEPRESSIONE” sfrutta il principio Venturi per aspirare la graniglia dal serbatoio e proiettarla sul manufatto da trattare. Questo sistema è indicato per il trattamento di tutti i manufatti, dove, esigenze di economicità e delicatezza di lavorazione sono caratteristiche fondamentali del processo di produzione. Il sistema può lavorare con tutti i tipi di graniglia abrasiva e sferica come vetro, ceramica, acciaio, corindone, carbonato di calcio, granuli plastici, ecc.

Il dispositivo di sparo in depressione può alimentare fino a 10 pistole ed è predisposto per l’alloggiamento di diversi accessori quali il separatore magnetico, il setaccio, la sonda di livello, il gruppo di riscaldamento e il sistema di gestione delle micrograniglie “LETTO FLUIDO” che consente l’utilizzo di grane fino a 600÷800 mesh.

LA SABBIATURA
 
Scopo del presente articolo  e’ raccogliere esperienze e metodi di applicazione per i processi di sabbiatura e pallinatura con sabbiatrici ad aria compressa.

Terminologia
La terminologia internazionale utilizza la dicitura “abrasive blasting” per descrivere in generale il processo di propulsione mediante aria compressa di particelle abrasive e  distingue il termine “Sandblasting” ( letteralmente “Sabbiatura” in italiano) che si riferisce all’utilizzo della sabbia ( dal 1957 vietata in Olanda perché scoperta responsabile della malattia definita Silicosi ) come abrasivo.
Si trova in letteratura anche il termine “blastcleaning”, che si riferisce all’utilizzo della sabbiatura per pulire ed eliminare  scaglie di laminazione, ruggine, ossidi e sali dalle superfici metalliche.
In Italia per tradurre i termini “Abrasive blasting” , “Sandblasting”, “Blastcleaning” si usa indistintamente la parola “Sabbiatura”.
Altri termini comuni sono  “Pallinatura” o  “Micro-Pallinatura” per distinguere l’utilizzo di graniglie di tipo sferico piuttosto che angolose.
La Norblast, azienda italiana nata nel 1977,  si occupa oltre che di sabbiatrici e pallinatrici ad aria compressa, del processo noto come Shot Peening, ( dall’inglese to peen = pallinare) e lo ha tradotto, per distinguerlo dalla giungla della terminologia,  “Pallinatura Controllata”. La distinzione viene fatta perché lo Shot Peening è una lavorazione tecnologica finalizzata all’aumento della resistenza a fatica dei materiali, non è un mero bombardamento della superficie con sfere metalliche ( chi ha provato ad avventurarsi nello Shot Peening si è accorto a proprie spese della difficoltà del controllo di processo).
Distinguiamo , in ambito terminologico, il termine “Granigliatura” per designare gli impianti a turbina: questi impianti utilizzano come propulsore una turbina che accellera meccanicamente,  tramite una girante, la graniglia in direzione delle superfici da trattare.
Citiamo gli impianti di Wet-Blasting (sabbiatura ad umido), utilizzati per finiture particolari o per superfici molto delicate. Il media che agisce sulla superficie è una miscela di acqua e graniglia. Il pompaggio dell’acqua fornisce l’energia meccanica per ottenere l’azione superficiale.

Il “perché  storico” della sabbiatura.
 
Il ferro e l’acciaio, materiali massicciamente impiegati in numerosi installazioni civili, edili, cantieristiche sono soggetti a continua corrosione , prodotta da numerosi e diversi fenomeni.
Per ottimizzare la vita di costose installazioni e costruzioni e per creare un maggiore ritorno dell’investimento, ferro ed acciaio sono normalmente protetti contro la corrosione tramite uno o più strati di rivestimenti protettivi.
Prima di applicare un qualsiasi rivestimento, si deve preparare la superficie “ancoraggio” per creare la migliore adesione possibile tra la superficie stessa e il rivestimento.
Uno dei metodi più efficaci di preparazione delle superfici è la sabbiatura ( abrasive blastcleaning) . Altri metodi sono la pulitura manuale, con utensili, pulitura alla fiamma e pulitura chimica. Gli ultimi metodi implicano diverse problematiche che riguardano soprattutto la disomogeneità di pulizia e i rischi relativi all’inquinamento ambientale e alla salute degli operatori.
Il rivestimento tecnologicamente più idoneo non garantisce la migliore protezione se non è preceduto da una preparazione ottimale della superficie.  Nella casistica industriale i cedimenti dei rivestimenti  protettivi sono usualmente causati da una insufficiente attenzione alla preparazione del supporto da proteggere.
Molti materiali oltre a ferro ed acciaio sono sensibili alla corrosione o all’usura data dalle condizioni ambientali in cui si trovano: il calcestruzzo, le pietre  (monumenti , facciate, statue….), i materiali sintetici.

Sabbiatura e Salute:  la “Silicosis Law”
 
In Italia è ormai comune utilizzare la parola “sabbiatura”. In generale tale termine è impreciso. Storicamente è vero che la sabbia veniva usata come abrasivo. In Olanda la Legge sulla Silicosi, la  “Silicosis Law”,   fu approvata nel 1957 e incorporava il decreto sulla sabbiatura “Sandblasting Decree”. La legge decretava la proibizione di utilizzare materiale per sabbiatura  contenente più del 1% di silice cristallina libera. La sabbia silicea contiene normalmente l’ 80-90% di silice libera. Durante la sabbiatura le particelle si frantumano fino a dimensioni microscopiche; la silice libera di diametro inferiore a 5- 10 micron , praticamente invisibile, rimane in sospensione nell’aria per molto tempo, favorendo l’inalazione dei lavoratori nelle vicinanze. Queste microparticelle si fermano nei polmoni, provocando il deterioramento dei tessuti  e forti problemi respiratori. Questa condizione può trasformarsi in silicosi dei polmoni, una malattia che può essere mortale.
Attualmente le graniglie abrasive, come microsfera di vetro, microsfera di ceramica, ossido di alluminio – corindone etc., sia di origine naturale che artificiale  sono strettamente controllate nella loro composizione  per evitare la presenza di silice libera. Per questo motivo il termine “sabbiatura” non deve trarre in inganno o produrre particolari preoccupazioni.

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